di Fabiano D'Arrigo
LA GIORNATA EUROPEA DELLA MEMORIA PER LE VITTIME DEI TOTALITARISMI E LA NARRATIVA CONCENTRAZIONARIA DI VARLAM SALAMOV
DI FABIANO D’ARRIGO
Sabato 23 agosto nell'Unione Europea si celebra la Giornata di Commemorazione delle Vittime dei Regimi Totalitari. Tale Giornata è stata istituita dal Parlamento Europeo, che nel 2009 e nel 2019 ha approvato a larga maggioranza trasversale due Risoluzioni sull'importanza della memoria per il futuro dell'Europa e sulla necessità della memoria delle vittime dei totalitarismi. Le Risoluzioni sono state criticate a livello storico e a livello politico, così in Italia (e anche a Lucca) come in altri Stati europei occidentali la Giornata sostanzialmente non è stata e non viene ricordata: il 23 agosto è un qualunque giorno dell'estate. Peccato, perché le due Risoluzioni rappresentano un primo tentativo per conservare senza revisionismi le diverse memorie nell'attesa di una comune memoria condivisa.
Nel corso del Novecento il nazismo, il fascismo e il comunismo con i loro sistemi concentrazionari hanno procurato ai popoli europei, e soprattutto agli ebrei e ai dissidenti politici, persecuzioni e annientamento. Motivazioni etnico-razziali e ideologico-politiche erano alla base di tutto ciò.
Tra i tanti martiri vorrei ricordarne due: Franz Jagerstatter e Varlam Salamov.
Jagerstatter, un contadino cattolico austriaco che ha
detto "no" a Hitler, riteneva il cristianesimo incompatibile con il nazionalsocialismo. Per questo nel 1938 dopo l'Anschluss fu l'unico a Sankt Radegund,
il suo paese natale, a votare no in occasione del plebiscito. E nel 1943 fece obiezione di coscienza (anticipando quasi don Lorenzo Milani) e non prestò
servizio militare nell'esercito nazista. Venne arrestato, processato e condannato a morte per renitenza alla leva. Il 9 agosto venne ghigliottinato. Nel
2007 la Chiesa cattolica lo ha proclamato beato.
Salamov, un grande scrittore russo del XX secolo, tra il 1929 e il 1951, ha trascorso 17 anni nei famigerati
gulag staliniani della Kolyma. Dopo il rilascio e la riabilitazione, visse sempre ai margini della società sovietica e morì in estrema solitudine nel 1982.
Ha scritto "I racconti della Kolyma", un'opera in cui si narra, con estrema lucidità, l'abbrutimento, la depravazione, l'assenza di valori morali, la
lotta per la sopravvivenza, la resa e la morte, ma anche la solidarietà e il coraggio che hanno segnato il destino di moltissimi esseri umani nei gulag
dell'Unione Sovietica.
In una società europea dove, soprattutto nella Russia putiniana, si tende a sbianchettare e a dimenticare la memoria del gulag sovietico e a manipolare la memoria del lager nazista, la Giornata del 23 agosto e il ricordo di Jagerstatter e di Salamov ci spronano a operare per un'Europa solidale e democratica.
LA GIORNATA EUROPEA DELLA MEMORIA PER LE VITTIME DEI TOTALITARISMI E LA NARRATIVA CONCENTRAZIONARIA DI VARLAM SALAMOV
DI FABIANO D’ARRIGO
Lucca, 23 agosto 2025