Di L.M.L.
Passeggiando per le strade
Della nostra cittadina
Noi sentiam che le pervade
Un intenso odor d’urina
Tra i marmorei monumenti
Non aulisce l’aria pura
Ma un sentore di escrementi
Che vetusta fognatura
Fa esalare dai tombini
Intasati a più non posso
Da turisti e cittadini
E si spande anche nel fosso
Lungo i muri delle case
Non aiuole né boschetti
Ma dal suolo alle cimase
Mucchi enormi di sacchetti
Tra le crepe e i marciapiedi
Crescon selve di sterpaglie
Bucce e groncioli che vedi
Son dei topi vettovaglie.
Tutto questo e anche di peggio
Nelle zone decentrate
Non nei luoghi di passeggio
Dai turisti frequentate
Se tu vai all’anfiteatro
O in San Michele in Foro
Trovi tutto apparecchiato
Per servire e dar ristoro
Alle folle transalpine
Che schiamazzano beate
In mutande e ciabattine
Riverite e idolatrate
Ma al molesto residente,
ormai razza in estinzione,
si riservan solamente
spregi e tasse sul groppone
sembran strade cittadine,
quelle non turistizzate,
un coacervo di latrine
e foreste trascurate
di erbe, bacche e piscialletti
mentre gli osti leccapiedi
metton tavoli e panchetti
lungo strade e marciapiedi
se qualcuno ha un coccolone
nella zona più centrale
speri e dica un’orazione
che lo slalom micidiale
di auto medica e soccorso
fra le sedie e i tavolini
riesca a proseguire il corso
tra bevande e stuzzichini.
I coglioni residenti
Se vorranno parcheggiare
Che sian lieti oppur scontenti
In culonia hanno da andare
Non parliamo poi del tomo
Che con modi assai arroganti
Butterebbe giù anche il Duomo
per gli show dei suoi cantanti
Se l’ incauto residente
Solo prova a protestare
si ritrova come niente
altre tasse da pagare.
Questa Lucca un dì garbata
Come per un maleficio
Si ritrova trasformata
In fetente mangificio.
Lucca, 8 luglio 2025