Di L.M.L.
F.: Francesco Burlamacchi
P.: Paolo Guinigi
MARZO 2020 LUCCA
I due personaggi, protagonisti della storia lucchese in diversi ruoli ed epoche, per singolare privilegio possono aggirarsi per le strade ed i vicoli della città al verificarsi di eventi particolarmente gravi e/o significativi che vedano coinvolti i loro lontani pronipoti.
Nell’anno di grazia 2020, il dilagante contagio da Corona virus li ha fatti incontrare in una delle piazze di Lucca. Riportiamo fedelmente il contenuto del colloquio intercorso tra i due nostri antenati
F: Ci si rivede, Paolo, ma che mortorio c’è in giro da una settimana in qua? E’ successo qualcosa?
P: o Francesco, sveglia, sei l’unico al mondo che non sa nulla del corona virus, quella forma di influenza che è probabile faccia fuori giovani, vecchi e bamboretti. Siamo tutti al coprifuoco!
F: ma non è ancora buio, di che coprifuoco parli?
P: E’ chiuso tutto: uffici, biblioteche, teatri, scuole, casini, tutto insomma; c’è la paura che il contagio si diffonda
F: scusa, Paolo, ma a noi abituati alle epidemie di peste, colera, vaiolo e per giunta già abbondantemente morti cosa ce ne frega? Anzi, mi sembrava ci fosse una gran pace, non ci sono più quelle brendane delle madri di scolari e studenti che di solito stazionano sotto il mio piedistallo a parlare male degli insegnanti dei loro figlioli; le dovresti sentire: tutte laureate e fini pedagogiste. Va da sé che i rispettivi pargoli sono abituati di molto male, ma guai a chi tentasse di correggerli, si rivoltano come iene, brutte brindellone!
P: hai finito la filippica? Ora ce l’hai con le mamme? Lascia perdere; parliamo di cose più serie: hai sentito? Il “corona” è una manna per le scuole, rappresenta un incentivo all’innovazione della metodologia didattica, le lezioni a distanza e le verifiche fatte dal salotto di casa sono la punta di diamante della scuola inclusiva e aperta al futuro!
F: sì, come diceva qualcuno: ci vorrebbe un’epidemia per ogni generazione per migliorare le cose! Ma quelle baggianate sulla scuola e la didattica chi le ha partorite?
P: caro mio, vengono dall’alto! E scendono giù in mille rivoli per via gerarchica! Si sentono e si leggono di quelle castronerie che se le avesse dette e scritte uno che a malapena ha fatto le Elementari (come si chiamavano una volta) gli avrebbero riso dietro!
F: senti, Paolo, poi tu dici che io sono polemico, ma passano certi servizi sulle TV locali che neanche Panariello, Conti e Pieraccioni: alcuni esemplari di Dirigenti scolastici si stanno cimentando in una gara a chi spara più corbellerie tanto che, dopo averci riso su un paio di ore, scatta la rabbia e ti chiedi: ma a chi è in mano la scuola? Senza contare che molti di questi usano la lingua italiana con il badile! Però infiorettano dichiarazioni e circolari di espressioni “british”
P: a chi ti riferisci?
F: a certi capi di Istituti di molto blasonati, ai quali sembra di dirigere la Sorbona e non azzeccano un congiuntivo neanche per sbaglio: se un alunno delle medie scrivesse in quel modo, l’insegnante lo marchierebbe a fuoco! Si vede che ai loro tempi, quando la maestra spiegava le regole della grammatica (e della decenza) erano assenti!
P: come sei esagerato, non hai ancora capito che i tempi cambiano e l’ortografia, la sintassi, i tempi dei verbi possono essere usati in libertà?
F: bella roba! Comunque, per tornare al virus, a te la torre l’hanno chiusa?
P: sì e, ti dirò, mi sento un po’ perso solo a giornate sotto i lecci!
F: allora, pensa alla tu’ moglie: in quel bugigattolo, al buio; è vero che a volte aveva anche troppa compagnia, specie quando c’erano le gite scolastiche, ma così si va da un estremo all’altro, almeno tu stai all’aperto e dall’alto vedi tutta la città, le mura, le Apuane.
P: è vero, è uno spettacolo che non ci si stanca mai di ammirare, se allunghi una mano ti sembra di arrivare a carezzare la fronte dell’Omo morto!
F: ascolta, poeta, ma il virus attacca anche gli animali? Perché se mi leva di torno qualche migliaio di piccioni, cornacchie e gabbiani gli faccio un monumento più bello del mio!
P: per quello, ci vuole poco, ma no, pare che gli animali siano immuni dal contagio
F: anche quegli esseri viventi che camminano su 2 zampe, hanno il pollice opponibile (di cui si servono prevalentemente per spippolare sugli smartphone) e la testa minchiomorfa?
P: non credo, perché se così fosse, con tutte quelli che ci sono in giro, i positivi al virus andrebbero cercati col lanternino e non si starebbe qui a parlare di pandemia!
F: alla grazia, che termini ricercati, Paolo! E’ proprio vero che il “corona” fa diventare tutti dottori! Ieri, sotto il mio piedistallo, c’erano due casalinghe che parlavano di diffusione proporzionale e/o esponenziale del virus con tanto di diagrammi, grafici e via discorrendo: erano più preparate su quello che sulla trama di “Beautiful”!
P: invece chi non si crea tanti problemi sono i nostri giovani virgulti, ciondolano a giornate in gruppo appolpati gli uni agli altri con la bottiglia di birra in una mano e il telefonino nell’altra tutti contenti e beati perché non c’è scuola; tanto, quest’anno sanatoria generale!
F: scusa, Paolo, dove sta la differenza? Tra BES, discalculici, disgrafici, dislessici, disaggregati, disadatti alla realtà non venivano già promossi tutti? C’è solo da augurarsi che da grandi non diventino ingegneri o medici, perché prima ti fanno crollare le case in capo, poi ti fanno morire dissanguati per manifesta incapacità di dare i punti di sutura!
P: hai ragione, ma intanto godiamoci queste strade e piazze semideserte, tanto a noi ci fa assai il virus e poi, con tutto ciò che abbiamo visto accadere nel corso dei secoli, si può dire con cognizione di causa che passerà anche questa; poi gli uomini ricominceranno con impegno a impestare la terra e il cielo con nuovi veleni
F: e meno male che quello esagerato sono io! Bona, Paolo, alla prossima!