di Paolo Razzuoli
Il 12 agosto 1944 si consumò a Sant’Anna di Stazzema una delle pagine più drammatiche e atroci della seconda guerra mondiale in Italia, quando le truppe naziste della 16ª Divisione SS "Reichsführer-SS", affiancate da collaborazionisti fascisti, massacrarono 560 civili inermi.
Il piccolo borgo della Versilia, considerato fino ad allora una zona sicura, ospitava centinaia di sfollati in fuga dai combattimenti lungo la Linea Gotica. All'alba del 12 agosto, quattro colonne di SS circondarono il paese chiudendo ogni via di fuga. L'operazione non fu un'azione di rappresaglia militare, ma un atto programmato di terrorismo di terra bruciata:
Donne, anziani e bambini furono rastrellati e uccisi a colpi di mitragliatrice sui sagrati delle chiese, nelle stalle e nelle abitazioni.
Tra i caduti vi fu la piccola Anna Pardini, di soli venti giorni, la vittima più giovane della strage.
Dopo le uccisioni, i soldati appiccarono il fuoco ai corpi e alle case per cancellare le tracce dell'eccidio.
Oggi Sant’Anna di Stazzema è riconosciuta come Parco Nazionale della Pace e luogo simbolo della Resistenza e della memoria repubblicana.
La scelta delle figure chiamate a pronunciare l'orazione ufficiale in cerimonie di questo rilievo solleva spesso un vivace dibattito pubblico. Le ricorrenze civili rappresentano un momento delicato in cui si incrociano valore storico, identità costituzionale e dialettica politica:
L'orazione ufficiale: L'affidamento del discorso a figure della vita politica o istituzionale — come quest'anno nel caso dell'ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte — suscita frequentemente valutazioni opposte tra chi ne evidenzia il ruolo istituzionale passato e chi ne contesta la profilatura culturale o politica per un contesto così solenne. Personalmente ritengo che Giuseppe Conte non abbia né i requisiti accademici né il profilo politico per poter svolgere l'orazione ufficiale di un evento tanto drammatico e storicamente e umanamente carico di significato.
La presenza – quest’anno - del Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea il presidio delle istituzioni statali a testimonianza di una memoria che intende travalicare le appartenenze di partito per farsi patrimonio comune.
Il valore profondo di questa giornata risiede nella capacità di rinnovare il rifiuto di ogni totalitarismo e di mantenere viva la memoria delle vittime innocenti affinché tali orrori non trovino più spazio nella storia.
Lucca, 12 agosto 2026