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2 giugno 2026: gli 80 anni della Repubblica

 

di Paolo Razzuoli

 

Il 2 giugno 2026 l’Italia taglia il traguardo degli 80 anni della Repubblica. Questa ricorrenza non rappresenta solo una celebrazione istituzionale, ma il ricordo del momento fondativo in cui i cittadini e, per la prima volta, le cittadine italiane presero in mano il destino del Paese.

Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 non fu un evento isolato, bensì il cuore pulsante di un triennio cruciale — compreso tra il 25 aprile 1945 ed il 18 aprile 1948 — che ha radicalmente trasformato l'Italia, traghettandola dalle macerie della dittatura e della guerra verso la democrazia e l'integrazione nel mondo occidentale.

 

Dal 25 aprile al 2 giugno: la Libertà si fa Istituzione

 

Il cammino verso la Repubblica inizia idealmente il 25 aprile 1945. Con la Liberazione dal nazifascismo, l'Italia riconquista la propria libertà, ma si ritrova divisa, ferita e priva di una guida istituzionale legittima. La monarchia sabauda, compromessa con il regime fascista e fuggita a Brindisi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, ha perso la sua autorità morale.

Il 2 giugno 1946 diventa così lo sbocco naturale e necessario della Resistenza. In quella storica domenica, il popolo italiano viene chiamato alle urne per una doppia, decisiva scelta: decidere la forma di governo (Monarchia o Repubblica) ed eleggere i deputati dell'Assemblea Costituente, incaricati di scrivere la nuova Carta fondamentale.

Il debutto del suffragio universale: Per la prima volta in una consultazione politica nazionale, il diritto di voto attivo e passivo viene esteso alle donne. Le italiane rispondono in massa, cancellando d'un colpo decenni di esclusione e diventando co-protagoniste della nascita della nuova Italia.

L'affluenza è oceanica, sfiorando l'89% degli aventi diritto. L'esito delle urne decreta la vittoria della Repubblica con 12.718.641 voti (pari al 54,3%) contro i 10.718.502 della Monarchia.

 

Il 18 aprile 1948: la scelta dell'Occidente e della Democrazia

 

Se il 25 aprile rappresenta la riconquista della libertà e il 2 giugno la nascita dello Stato repubblicano, il ciclo si compie e si consolida con le elezioni politiche del 18 aprile 1948.

Nel contesto della neonata Guerra Fredda e della divisione del mondo in sfere d'influenza, l'Italia si trova di fronte a un bivio ideologico e civico senza precedenti. Il confronto elettorale, durissimo ma pacifico, vede contrapporsi la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi e il Fronte Democratico Popolare (l'alleanza tra comunisti e socialisti).

Il voto del 18 aprile sancisce la netta vittoria della Democrazia Cristiana e dei partiti centristi. Questa scelta definisce in modo chiaro e duraturo la postura internazionale e l'identità geopolitica del Paese:

L'aggancio all'Occidente: L'adesione al blocco delle democrazie occidentali, che si concretizzerà poco dopo con l'adesione al Piano Marshall e, nel 1949, la firma del Trattato di Washington (nascita della NATO).

Il modello economico e sociale: Il rifiuto del modello sovietico a favore di una democrazia pluralista, basata sull'economia di mercato bilanciata dai diritti sociali sanciti dalla Costituzione (entrata in vigore proprio il 1° gennaio 1948).

 

1946-2026: Un'eredità da custodire

 

A ottant'anni da quella scelta, l'articolazione di questo percorso storico ci ricorda che la Repubblica non è nata per un colpo di fortuna o per un'improvvisazione, ma come l'esito maturo di un popolo che ha saputo scegliere la democrazia nel momento più buio della sua storia.

Il filo rosso che unisce il 1945, il 1946 e il 1948 dimostra che la libertà e la democrazia non sono conquiste immobili, ma istituzioni dinamiche che richiedono partecipazione, memoria e una chiara condivisione dei valori di libertà del mondo libero e democratico.

Un messaggio da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni, in questo periodo di trauma della storia, in cui la libertà e la democrazia sono messe in pericolo da numerosi e complessi fattori. Soprattutto i giovani hanno un compito enorme ma altrettanto affascinante: trasformare questo tempo di paura in un tempo di speranza. I valori della Costituzione e della Repubblica, ne tracciano il sicuro percorso.

 

Lucca, 1 giugno 2026  

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