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9 Maggio 1978: Il Giorno che Ferì la Repubblica

 

di Paolo Razzuoli

 

Il 9 maggio 1978 non è solo una data sul calendario civile italiano; è la ferita aperta di una nazione. Cinquantacinque giorni dopo il brutale agguato di via Fani, il corpo di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, venne ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Caetani, a Roma.

La scelta del luogo non fu casuale: una via simbolicamente equidistante tra la sede della DC a Piazza del Gesù e quella del PCI in via delle Botteghe Oscure. Era la tragica conclusione di un sequestro che aveva tenuto il mondo con il fiato sospeso e che avrebbe cambiato per sempre il volto della politica italiana.

 

I 55 Giorni del Sequestro

 

Il "caso Moro" inizia il 16 marzo 1978. Un commando delle Brigate Rosse intercetta l'auto dello statista, uccidendo i cinque uomini della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino.

Moro viene portato in una "prigione del popolo". Da lì, inizia uno scambio epistolare straziante. Lo statista scrive alla famiglia, ai compagni di partito e a Papa Paolo VI, implorando una trattativa.

 

La Linea della Fermezza vs. La Linea della Trattativa

 

Il Paese si spaccò in due:

• La Fermezza: Sostenuta da DC e PCI, rifiutava ogni negoziazione con i terroristi per non legittimare l'eversione e non piegare lo Stato al ricatto.

• La Trattativa: Sostenuta principalmente dai socialisti di Bettino Craxi e da figure intellettuali, cercava un canale di dialogo per salvare la vita dell'uomo.

Mentre il mondo politico restava paralizzato, i servizi segreti e le forze dell'ordine brancolavano nel buio (si pensi al controverso episodio della seduta spiritica di Gradoli).

 

L'Epilogo in Via Caetani

 

Dopo un "processo del popolo" farsa, le BR decisero di eseguire la condanna a morte. La mattina del 9 maggio, Moro fu fatto salire nel portabagagli della Renault 4 con la scusa di un trasferimento. Venne ucciso con undici colpi di arma da fuoco.

 

L'Eredità di una Tragedia

 

La morte di Moro segnò la fine del "Compromesso Storico", il progetto politico che mirava a includere il Partito Comunista nell'area di governo per stabilizzare la democrazia italiana. Con lui moriva il principale tessitore di quella strategia.

Il 9 maggio rimane una giornata di memoria dedicata a tutte le vittime del terrorismo, un monito su quanto sia costata la difesa delle istituzioni democratiche in Italia.

 

Lucca, 9 maggio 2026

 

 

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