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Il "Bavaglio" dei Tribunali: L'Emergenza delle Querele Intimidatorie in Italia

 

di Paolo Razzuoli

 

Nel panorama dell'informazione italiana del 2026, una minaccia silenziosa si è fatta più rumorosa che mai. Non si tratta di censura diretta o di violenza fisica — sebbene quest'ultima sia drammaticamente in crescita — ma di un abuso sistematico delle aule giudiziarie. Le chiamano SLAPP (Strategic Litigation Against Public Participation), ma per la cronaca italiana sono semplicemente le "querele bavaglio": azioni legali pretestuose, spesso accompagnate da richieste di risarcimento milionarie, progettate non per ottenere giustizia, ma per paralizzare il giornalismo d'inchiesta. IL recente caso di Sansonetti la dice lunga!!!

 

I Numeri di un'Assedio

 

Secondo gli ultimi dati del rapporto 2025 di Ossigeno per l'Informazione, (1) il

fenomeno è in netta crescita. Solo nell'ultimo anno, i casi di minacce e intimidazioni ai giornalisti sono aumentati del 47%, con oltre 750 episodi censiti. Di questi, una fetta enorme è rappresentata da azioni legali temerarie. 

La dinamica è quasi sempre la stessa: un soggetto potente (politico, magistrato, imprenditore o altri)  intenta una causa civile o presenta una querela per diffamazione chiedendo cifre astronomiche. L'obiettivo? Costringere il giornalista o la piccola testata locale a spendere migliaia di euro in spese legali, spingendoli all'autocensura o, nel peggiore dei casi, al fallimento.

 

Lo Scudo Europeo: La Direttiva Anti-SLAPP

 

Mentre in Italia il clima si è fatto sempre più pesante, una luce sembra arrivare da Bruxelles. L'Unione Europea ha varato la Direttiva (UE) 2024/1069, nota come "Direttiva anti-SLAPP", che l'Italia è chiamata a recepire entro il 7 maggio 2026.

Questa norma introduce strumenti fondamentali per proteggere chi informa:

• Rigetto precoce: La possibilità per i giudici di archiviare rapidamente le cause palesemente infondate.

• Sanzioni per l'abuso: Chi intenta una causa temeraria potrà essere condannato a pagare non solo le spese legali, ma anche un risarcimento alla vittima.

• Inversione dell'onere della prova: In alcuni casi, spetterà a chi querela dimostrare che l'azione non è intimidatoria.

Tuttavia, le associazioni di categoria come la FNSI e Amnesty International avvertono: il recepimento deve essere coraggioso. La direttiva UE si applica principalmente ai casi transfrontalieri, ma in Italia oltre il 90% delle SLAPP avviene su scala nazionale. Senza una legge interna che estenda queste tutele a ogni livello, lo "scudo" rischia di restare un'arma spuntata.

 

La Riforma della Diffamazione: Un Cantiere Aperto

 

Parallelamente, il dibattito sulla riforma della diffamazione a mezzo stampa continua a trascinarsi nelle aule del Senato. Se da un lato c'è il consenso sull'abolizione definitiva del carcere per i giornalisti (sollecitata più volte dalla Corte Costituzionale), dall'altro il rischio è che vengano introdotte norme altrettanto punitive.

"Le querele temerarie non fanno rumore, ma agiscono in profondità: scoraggiano, rallentano, talvolta piegano. È qui che si misura la qualità di una democrazia."

— Deborah Bergamini, Aprile 2026

Il punto critico rimane il tetto alle richieste di risarcimento. Senza un limite massimo proporzionato, la minaccia di un debito che dura una vita intera continuerà a essere il miglior deterrente contro le inchieste sulla corruzione e il malaffare.

 

Perché riguarda tutti noi

 

Spesso si commette l'errore di pensare che le querele intimidatorie siano un problema "tra giornalisti e potenti". Non è così. Quando un cronista smette di scrivere per paura di una causa civile, è il cittadino a perdere il diritto di sapere.

In un'epoca di disinformazione selvaggia, il giornalismo che "va a vedere", che verifica e che denuncia, è un'infrastruttura democratica essenziale. Difendere chi scrive da queste azioni predatorie significa difendere la trasparenza della vita pubblica e, in ultima analisi, la nostra libertà di scelta come elettori e cittadini.

L'appuntamento del maggio 2026 per il recepimento della direttiva UE non è solo un obbligo burocratico: è il test definitivo per capire se l'Italia vuole davvero proteggere i suoi giornalisti o se preferisce lasciarli soli davanti al banco degli imputati.

 

Nota

 

(1) Osservatorio "Ossigeno per l'informazione"

www.ossigenoinformazione.it – www.ossigeno.info   

Email segreteria@ossigenoinformazione.it

Sede Legale: presso OdG Via Sommacampagna 19 – 00185 Roma

Telefono 06684027-30/32 – Segreteria telefonica 06 92958025

Codice Fiscale 9768 2750589 -IBAN IT28F0760103200001003979752

Il nome – Ossigeno è un acronimo: OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate. Il nome richiama un concetto elementare: ogni società libera e democratica ha bisogno vitale di libertà di informazione e di espressione, come il corpo umano ha bisogno di ossigeno.

L’Osservatorio è nato nel 2008 per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani, in particolare a danno dei cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, nella raccolta e diffusione delle informazioni di pubblico interesse più scomode e, in particolare, nella ricerca delle verità più nascoste in materia di criminalità organizzata e delle persone impegnate nella difesa dei diritti civili e dell’ambiente che vedono ostacolato indebitamente l’esercizio della libertà di espressione. A novembre del 2008 l’Osservatorio ha ottenuto il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, a marzo del 2009 il patrocinio del Consiglio Nazionale della FNSI. Opera con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza pubblica del grave fenomeno della limitazione della libertà di stampa e di espressione con il ricorso a minacce, abusi, SLAPP, azioni legali pretestuose, inadempienze e altri atti che limitano la circolazione delle notizie e il diritto dei cittadini di essere informati.

Riconoscimenti – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito due “Medaglie del Presidente della Repubblica”  a Ossigeno:

• per il convegno del 24 ottobre 2016 organizzato a Palazzo Madama, sede del Senato, per celebrare la “Giornata Internazionale ONU per mettere fine ai crimini contro i giornalisti”;

• per il convegno internazionale del 3 novembre 2021 “Come fermare i reati contro i giornalisti”, organizzati a Siracusa insieme all’UNESCO e aperto con la relazione del PG della Cassazione Giovanni Salvi

Consulenze – Ossigeno ha svolto consulenze per l’Osce, l’AgCom, l’UNESCO, il Consiglio d’Europa, la Commissione Parlamentare Antimafia, l’Ordine dei Giornalisti e altri enti e istituzioni. Ha collaborato con la Fondazione Polis di Napoli alla realizzazione del progetto “In viaggio con la Mehari”.

Il notiziario telematico ossigeno.info è una testata giornalistica. Registrazione al Tribunale di Roma n.35 del 18 febbraio 2013 – Direttore responsabile: Alberto Spampinato, giornalista parlamentare

L’Associazione di volontariato ONLUS “Ossigeno per l’informazione” è una organizzazione non governativa ed è un ente del Terzo Settore, costituita nel 2011, iscritta dal 10 luglio 2012 al Registro del Volontariato della Regione Lazio con il numero BO4243 e dal 2023 al RUNTS– Il Presidente onorario  è stato Sergio Zavoli – Soci Onorari: don Luigi Ciotti, Claudio Fava e Pietro Grasso. I soci operano per l’Associazione a titolo gratuito. Segretario generale: Giuseppe Federico Mennella, giornalista e docente di deontologia del giornalismo all’Università Roma Tor Vergata

Il finanziamento – Ossigeno vive delle quote sociali e delle donazioni dei sostenitori. I principali donatori sono l’Ordine nazionale dei Giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, della Sicilia, dell’Abruzzo e della Toscana. Dal 2015 al 2018 anche la FNSI ha fatto donazioni.

La sede – La sede operativa dell’Osservatorio è a Roma presso la Casa del Jazz in viale di Porta Ardeatina 55. La sede legale è a Roma presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti in Via Sommacampagna 19.

 

Lucca, 13 aprile 2026

 

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