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Perché non sopporto ì moderati

 

Di Dino Cofrancesco (1)

 

Non me ne voglia Maurizio Lupi, degnissima persona, ma il termine 'moderato' non mi piace. Trasforma in virtù una semplice postura, che potrebbe trovarsi» in teoria, in ogni partito o movimento politico. Sarebbe un moderato, ad es., il nazista che non vuole gasificare tutti gli ebrei ma solo capitalisti, banchieri e intellettuali o il comunista che si accontenta della nazionalizzazione dei mezzi di produzione, risparmiando artigiani e giornalai. Se però ci si pensa, nessuno dei grandi protagonisti della vita democratica del 900 poteva definirsi un 'moderato': certamente non Franklin D. Roosevelt o Winston Churchill o Charles De Gaulle o Alcide De Gasperi. Furono grandi statisti apprezzati per la loro coerenza, per la loro drittura morale, per il loro altissimo senso dello Stato.ma non per la loro 'moderazione' In realtà, il moderato è chi milita in un determinato campo ma lancia agli avversari politici un messaggio ammiccante; badate che non ho nulla a che fare con le 'teste calde' della mia parte, sono un moderato e di me potete fidarvi. La moderazione non è il bargaining politico, il 'compromesso', di cui vivono le democrazie a norma dove la ricerca di un punto d'accordo tra posizioni diverse può diventare inevitabile, purché non ridotta al classico mercato delle vaccheattività in cui eccelle il moderato'. In occasione delle elezioni presidenziali, in Italia si assiste a un pullulare di moderati: dall'ex DC doroteo eletto come "indipendente' nelle file del PD, al camaleonte ex craxiano che riscuote la fiducia dei nemici storici di Bettino per la sua 'moderazione'. Sono tutti 'risorse della Repubblica' ! No, un paese serio dovrebbe guardare, per la più alta carica dello Stato, alle vere autorità morali e intellettuali, che godano di prestigio internazionalecome potevano considerarsi, un tempo, Luigi Einaudi o Benedetto Croce.

Negli anni tra le due guerre, l'accademico Abel Bonnard scrisse un pamphlet I moderati , traboccante disprezzo verso la categoria. Dispiace non poco dover dare ragione a un collaborazionista che, dopo la disfatta della Francia, avrebbe scelto Vichy, ma, come diceva il grande Rosario Romeo, non sono fascista se, come Mussolini, apro lombrello quando piove.

l'ombrello quando piove.

 

Nota

(1)  Professore Emerito di Storia delle dottrine politiche Università di Genova

 

(dal GIORNALE DEL PIEMONTE E DELLA LIGURIA - 29 luglio 2025)

 

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