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Cosa c’è e cosa manca?

 

di Antonio Rossetti

 

Considero utile porre una semplicissima domanda con lo scopo di approfondire importanti argomenti della politica, intesa come ruolo delle istituzioni e dei partiti, nel quadro di una società complessa che sta vivendo profondi cambiamenti e gravissime vicende a livello internazionale e non solo.

Una domanda che mi sono posto solo per la prima parte, “il cosa c’è”, mentre per il cosa manca non ho l’età per affrontare le complessità di oggi.

Il campo di riflessione è limitato alla dimensione territoriale con riferimento ai problemi che le persone incontrano nella quotidianità.

 La prima considerazione riguarda il ruolo dei partiti oggi e, in particolare, il rapporto con il cittadino e cittadino elettore, che nel corso degli anni ha registrato una disaffezione crescente.

Nel pensare alla attività dei partiti, senza nostalgia per il passato, trovo una contraddizione evidente tra il richiamo al “porta a porta”, in presenza di elezioni vicine, trascurandone l’utilizzo con periodicità.

 

1)   Il porta a porta elettorale non è quasi mai un confronto, al massimo si può definire una verifica della rispondenza tra programmi e cittadini. Programmi sempre meno frutto di dibattito all’interno dei partiti.

L’utilizzo dei nuovi sistemi di comunicazione unidirezionale, non quelli di partecipazione, porta alla riduzione di rapporti relazionali diretti e una diffusa astensione dal voto. 

 Disaffezione che si estende alla partecipazione ed al confronto all’interno dei partiti e tra i partiti.

 

2)    E’ possibile fare qualcosa di utile? Era tutta da buttare la “politica” precedente?

Nel caso ci si convinca che ” Il porta a porta” va bene per il consenso di voto e preferenza, dovrebbe essere buona pratica per capire cosa c’è e cosa manca per migliorare le condizioni di vita delle persone e la loro presenza nei vari luoghi di residenza.

Le occasioni di confronto non sono limitabili alle amministrazioni locali ed ai partiti, sono molte altre le componenti di una società e per questa ragione è ancora più necessario dare vita a occasioni che rendano partecipi i cittadini, le associazioni, comunità, altre istituzioni.

 

     3)CONOSCERE PER SCEGLIERE

Tutto questo richiede una attenta lettura delle realtà a partire dalle condizioni di tipo assistenziale, previdenziale, culturale, abitativa, di sicurezza, di lavoro, per evitare che si parli solo degli effetti negativi dell’abbandono di luoghi, di perdita di attività, di insicurezza e pericolo, di calamità o eventi straordinari dannosi.

La conoscenza delle ragioni che portano ad abbandonare i piccoli paesi e le zone periferiche richiede, non solo la lettura dei dati demografici, delle statistiche relative ai servizi vecchi e nuovi, la presenza di attività di lavoro, fino ad arrivare alle condizioni sufficienti per vivere in ogni fase della vita.

 Lo studio e la valutazione dei dati rendono possibile la comprensione della realtà e quali siano le priorità, tuttavia, in assenza di confronti e partecipazione alle scelte, si può correre il rischio di fare scelte talvolta contrastate, tardive, in alcuni casi negative.

 

4)   Non si tratta di sondaggi, ma di ascolto delle persone

Conoscere aspetti della realtà, carenze, priorità, non è una azione da trascurare.

Conoscere ciò che manca e verificare quali sono le possibilità di intervento, anche attraverso l’utilizzo di fondi in aiuto, per scelte utili, richiede elaborazione in anticipo sui tempi dei relativi bandi, siano essi a livello europeo o altro livello, laddove possibile, con la partecipazione di altri soggetti pubblici di privati.

 

      5) PARTITI, sempre più liquidi e con scarse adesioni

La così detta forma del partito del Leader, o comunque del decisore unico, determina una scarsa partecipazione alle scelte dei programmi e delle persone da candidare.

Numeri delle adesioni in calo, congressi frettolosi e poco partecipati, incontri meno frequenti a i diversi livelli, sono la costante.

 L’uso dei clic e delle notizie non sempre vere aumentano la sfiducia.

 Anche nei partiti prevale la scelta di comunicare a senso unico mentre appare insufficiente la partecipazione per decidere.

La fretta per decisioni rapide, non può essere l’alibi per decidere senza discutere e confrontarsi con nessuno o non consentire agli iscritti di scegliere programmi e candidature. Il tempo e la fatica del confronto e la condivisione è tempo ben impiegato.

Il finanziamento dei partiti, nonostante il due per mille, è debole e quindi i partiti sono sempre più liquidi, si tende a fare il partito dei sindaci, dei presidenti, e di coloro che possono finanziarlo per scelte spesso discutibili, il tutto per fronteggiare i  costi sempre più elevati per l’organizzazione, la gestione e le attività. Motivare la partecipazione e l’adesione ai partiti è basilare, se gli “azionisti dei partiti” non sono gli iscritti, qualche problema si pone. 

 

   6) comuni con pochi abitanti

Nei piccoli comuni si vive in modo più ravvicinato e diretto il rapporto con la comunità, per questa ragione, a differenza di chi sostiene che oltre 8 mila sindaci siano troppi, credo si possa porre una domanda, oggi più di ieri, in assenza di una presenza amministrativa rappresentativa quale voce avrebbero i cittadini residenti in queste realtà già deboli?

Sappiamo che le realtà sono diverse, ma spesso i bisogni si assomigliano, per questa ragione sapere, cosa c’è e cosa manca, può aiutare a dare senso alle scelte e quindi rendere condivise quelle azioni che sono il risultato del confronto con le rispettive comunità.

Il “porta a porta”, o meglio il confronto con le persone, vale sempre, può non essere sufficiente ma la scorciatoia dell’assenza di confronto porta a risultati peggiori.

 

In conclusione

Nel corso di questi anni, ”La Fucina delle Idee”, ha ospitato alcuni articoli con allegati dati e statistiche e molti altri lavori sono consultabili alla voce “archivio”.

 

 

N.B.

Le note seguenti non intendono fornire metodi di ricerca e studio o dare suggerimenti, lo scopo è quello di indicare semplici esempi di lavoro e documentazione, seppure in tempi e condizioni diverse:

-        Associazioni a Lucca, art. 8 dicembre 2011

-        Lucca Centro storico, per favorire la razionalità delle risorse anno 2011

-        I dati Censis, le pubblicazioni sulla qualità della vita.

Archivio di “ La Fucina delle Idee”.

Altre fonti utili: censimenti, i dati Istat, Inps, Inail, le statistiche Regionali, gli studi e le ricerche sui diversi argomenti consentono di rendere più interessante e concreto il confronto che precede le scelte.

 

Lucca, 22 maggio 2025

 

 

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