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La Difesa viene prima della Sanità

 

Di Maurizio Grassini

 

L’attenzione sulla Manovra oggi è tutta concentrata sulla spesa per la Sanità; un’attenzione condotta su angolature diverse a scelta della maggioranza e dell’opposizione: la spesa confrontata con la dinamica della popolazione, la dinamica della quota della spesa pubblica e relativi impegni per il futuro ed ogni altra particolarità a tale questione riconducibile.

Certamente la Sanità è una posta molto importante della Manovra e merita quindi tutta questa attenzione, però la Manovra, cioè il Bilancio dello Stato, è soprattutto lo strumento cruciale per l'attuazione delle politiche per il Paese e riguarda funzioni ancor più importanti e critiche della Sanità. L’articolazione delle spese del Bilancio dello Stato nella Contabilità Nazionale è molto esplicativa su questo punto.

Le spese della Pubblica Amministrazione (a parte gli investimenti) sono classificate come Consumi collettivi della Pubblica Amministrazione e distinti in due gruppi: a) consumi collettivi e b) consumi individuali. I primi, i consumi collettivi, sono le spese per i servizi che vanno a beneficio dell'intera collettività nel suo complesso (difesa, ordine pubblico, giustizia). Sono le spese per il funzionamento, cioè l’esistenza, dello Stato: sono spese non imputabili a singoli o gruppi di persone. Sono spese per tutti, son per lo Stato.

I Consumi individuali delle amministrazioni pubbliche sono spese (tra queste Sanità e Istruzione) disegnate per incidere sul tenore di vita delle persone. Con questi consumi lo Stato ha assunto il ruolo del grande assicuratore cioè il gestore di quello che viene chiamato Stato Sociale, Welfare, con i beneficiari di questa mega assicurazione ‘obbligatoria’ che pagano il premio corrispettivo: le tasse.

Un Paese prima di vivere deve esistere. Le spese necessarie per il funzionamento dello Stato devono necessariamente venire prima di quelle da destinare al ‘benessere’ delle persone. Ma nel dibattito politico sulla Manovra non si riscontra la dovuta attenzione alle esigenze delle forze destinate a garantire l’ordine pubblico e a quanto provvedere per la nostra difesa presente e futura.

La lotta politica diretta solo ad ampliare le componenti Welfare del Bilancio dello Stato finiscono per generare la cultura dell’arrembaggio con conseguente sfaldamento del tessuto sociale (voglio la Sanità e non pagare le tasse). Ma proprio la semplice classificazione del Bilancio dello Stato in Contabilità Nazionale ci ricorda che la Difesa viene prima della Sanità perché non puoi avere Benessere se non hai lo Stato. E questo anche ricordando l’Art. 52 della Costituzione Italiana: La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. 

 

Lucca, 5 novembre 2024

 

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