logo Fucinaidee

Anche Crozza ci casca

 

Di Antonio Rossetti

 

Si passa da partito del Leader al presidenzialismo, pensando ad altro, compreso la monarchia assoluta e probabilmente oltre.

 

 

Durante una delle sue trasmissioni, parlando del Ministro Giuli e della discussione con Renzi, Crozza concludeva che Giuli parla, ma Renzi ha fatto cadere Letta da presidente del Consiglio e Conte due da presidente del consiglio.  Si potrebbe aggiungere che ha determinato la elezione di Sergio Mattarella, alla presidenza della Repubblica, quando erano quasi fatti i conti per Elisabetta Belloni e, ovviamente, ha fatto Mario Draghi, Presidente del Consiglio, dopo Conte due.

Il riferimento a Crozza è un pretesto per dire che ormai vi sono dei luoghi comuni che diventano sostanza e sono diffusi, seppure in un programma di intrattenimento pieno di ironia, ma non solo.

 

I partiti con il simbolo che contiene il nome del Presidente, cercano di anticipare lidea che il Presidente sia già indicato; gli accordi di coalizione che si presentano come intesa, ma anticipano lidea del bipartitismo, nonostante il crescere delle liste ad ogni elezione, in sostanza si cerca di anticipare senza riformare.

Tornando allargomento iniziale, a dire il vero non è che il Senatore Renzi, già presidente della amministrazione provinciale a Firenze, successivamente sindaco, poi segretario Nazionale del Pd, di seguito presidente del Consiglio dei Ministri e infine Presidente di Italia viva, faccia molto per  restituire  al Parlamento ed altre assemblee, istituzionali o di partito, il ruolo che ad esse viene attribuito, al contrario, si vanta spesso di avere fatto o disfatto, e di essere stato proprio lui.

Renzi, pur avendo presenza parlamentari molto relative, ha certamente inciso nel creare consenso alle sue posizioni, ma dire sono stato io è altra cosa.

In sostanza, con questo modo intriso di abbondante personalismo, non solo si ridimensiona il ruolo delle assemblee elettive, in particolare Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, ma si tende a semplificare il tutto eliminando il confronto proprio in quelle sedi nelle quali è fondamentale per Governare il Paese, insieme a tutti gli altri livelli istituzionali.

Si potrebbe parlare a lungo delle scorciatoie tra decretazioni durgenza, pratica ricorrente, ai voti di fiducia, per fare presto, ridimensionando il Parlamento, una pratica diffusa da anni.

So bene che da tempo si parla di riforme utili per i tempi nuovi, anche in queste importanti materie, purtroppo, i tempi sono lunghi, ma le strade sono quelle dei percorsi costituzionali, con la partecipazione più ampia possibile, sapendo che le regole non possono essere su misura dei padroni del momento, nel corso del tempo potrebbero non esserlo più.

In sostanza credo sia un errore attribuire o attribuirsi poteri non veri, per rendere meglio ldea, allego piccoli brani riferibili a Letta presidente del consiglio, dimessosi a seguito della decisione del Pd, non del solo Segretario, del Conte due, dimessosi perché non aveva più i voti della maggioranza, lelezione di Mario Draghi presidente del Consiglio, anche in questo caso con la maggioranza dei voti del Parlamento,  

lelezione del Presidente della Repubblica al secondo mandato, Sergio Mattarella, con il relativo numero dei voti.

 

 

Allegati 

 

1)

Il governo Letta è stato il sessantaduesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della XVII legislatura.

È rimasto in carica dal 28 aprile 2013al 22 febbraio 2014, per un totale di 300 giorni, ovvero 9 mesi e 25 giorni.

L'incarico di formare un «governo di larghe intese» venne affidato a Enrico Letta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 24 aprile in quanto «sola prospettiva possibile, quella cioè di una larga convergenza tra le forze politiche che possono assicurare al governo la maggioranza in entrambe le camere» ciò vista l'impossibilità di dar vita a un governo guidato da Pier Luigi Bersani, capo della coalizione di centro-sinistra che alle elezioni del 24 e 25 febbraio aveva ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera, ma non al Senato. Il governo venne formato con esponenti di diversa provenienza politica, oltre che con alcuni indipendenti.

Ottenne la fiducia della Camera dei deputati il 29 aprile 2013 con 453 voti favorevoli, 153 contrari e 17 astenuti. Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 30 aprile 2013 con 233 voti favorevoli, 59 contrari e 18 astenuti. Si dimise il 14 febbraio 2014, il giorno dopo che la Direzione Nazionale del Partito Democratico aveva rilevato «la necessità e l'urgenza di aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo».

 

2)

Il 26 gennaio 2021 Conte rimise il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, rassegnando così le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio dei Ministri, al termine di un lungo periodo di tensioni con il leader del partito Italia VivaMatteo Renzi.Il governo rimase in carica per il solo disbrigo degli affari correnti fino al 13 febbraio 2021, con il giuramento del governo Draghi.

 

 

3)

Elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , secondo mandato.

Nell ottava votazione, avvenuta nella serata di sabato 29 gennaio 2022, il capo dello Stato, 80 anni, ha superato la maggioranza assoluta dei grandi elettori, fissata a 505 voti, con 759 preferenze.

 

 

Elisabetta Belloni

La sua candidatura, che in vista del VII scrutinio è stata proposta in particolare da Lega e Movimento 5 Stelle, ha trovato l'esplicita opposizione di Matteo Renzi e di altre forze politiche del centro e della sinistra, che ritenevano inopportuna l'ascesa alla massima carica istituzionale di un'esponente di punta dei servizi segreti; fallito il tentativo di eleggere Belloni (che al VII scrutinio ottenne solamente otto voti sui 505 richiesti) e rieletto per un secondo mandato il Presidente uscente Mattarella, alcuni parlamentari hanno avviato una discussione per rendere ineleggibili i vertici dei servizi segreti.

 

(Da Wikipedia 18 ottobre 2024)

 

 

Lucca, 18 ottobre 2024

 

Torna all'indice dei documenti
Torna alla prima pagina