logo Fucinaidee

Satira. - ANCHE IN PARADISO SI DUBITA!

 

Di L.M.L.

 

Avendo chiesto più e più volte a Dante

Di farmi la più alta cortesia

Di condurmi all’empireo a Dio davante

 

Alfine si decise e prese il via

Pregandomi di stare bene attento

Per dar più possa all’alta fantasia

 

Perché per superare tal cimento

Dell’intelletto umano le possanze

Doveano crescere e aver nutrimento

 

Da un Essere che è uno in tre sustanze

Che dà esistenza a tutte le creature

E l’universo a sé vuol simigliante

 

Sentendo ciò tutte le mie paure

Mi portarono a perdere il controllo

Così mi persi in mille congetture

 

Ma il duca mio mi cinse dolce il collo

E mi infuse nell’animo  coraggio

e di desio d’ascender fui satollo

 

Nel ciel che più riluce del Suo raggio

Stavan sui seggi essenze risplendenti

Di luce tra di lor minor né maggio

 

Mostravan coi lor canti esser contente;

In mezzo a tutte  un fraticel beato

Pur riflettendo amore e gioia fulgente

 

Mostrava un volto un po’ preoccupato:

Mi avvicinai e gli chiesi la cagione

Per la quale tra gli angeli osannato

 

Provasse una tal preoccupazione.

“la volontà di nostro Padre buono

M’ha riservato tale distinzione

 

Da farmi nominar primo patrono

Di uno strano paese della Terra

Dove del “Sì” si ode il dolce suono!

 

Ma lì ogni tre minuti c’è una guerra

In strade, condomìni e Parlamento

Perfino tra i defunti sottoterra

 

Sarà per me un difficile cimento

Riuscire a metter pace in quel bordello

E in verità non so se me la sento!”

 

Così frate Francesco poverello

Volle mettermi a parte del suo dubbio:

concluse esser più agevole fardello

 

 ammansire piuttosto il lupo a Gubbio!

 

Lucca, 18 ottobre 2025

 

Torna all'indice dei documenti
Torna alla prima pagina